Il rebus scuola

I lavoratori dotati di un minimo di coscienza di classe dovrebbero essere consapevoli che il lavoro a distanza comporta un’occupazione tendenzialmente a cottimo, a progetto, un tasso più elevato di autosfruttamento e, quindi, una riduzione del tempo da dedicare alla riproduzione della propria forza lavoro.

Il dio dell’ignoranza

In quest’articolo si analizza criticamente la scelta del ministero dell’Istruzione di adottare giudizi descrittivi nella scuola primaria con l’intento di livellare gli studenti verso il basso, in direzione di un sapere fondato sulle competenze piuttosto che sulle più approfondite conoscenze.

Uscire dall’economia del profitto. Costruire la società della cura

Vogliamo una società che metta al centro la vita e la sua dignità, che sappia essere interdipendente con la natura, che costruisca sul valore d’uso le sue produzioni, sul mutualismo i suoi scambi, sull’uguaglianza le sue relazioni, sulla partecipazione le sue decisioni.

Perché non si garantisce didattica in presenza e sicurezza nelle scuole

La mancata volontà politica di risolvere il problema delle classi pollaio, della carenza di docenti e del sovraffollamento dei mezzi pubblici rende impossibile realizzare la vera didattica, necessariamente in presenza, garantendo al contempo l’indispensabile sicurezza nei luoghi di lavoro e di studio

La scuola nelle piazze

Il movimento autoconvocato delle scuole riconquista le piazze strappandole al monopolio della destra

Priorità alla scuola!

Genitori ed insegnanti uniti nel chiedere adeguati investimenti per poter riaprire la scuola in presenza a settembre e abbandonare la didattica a distanza.

Riparte il movimento della scuola

Una partecipatissima, oltre le più ottimistiche previsioni, assemblea autoconvocata delle scuole rilancia la mobilitazione contro le classi pollaio, per il superamento della didattica d’emergenza e per un piano di assunzione immediato dei precari.

La scuola sotto assedio

Per rompere lo stato d’assedio, imposto da anni dal pensiero unico liberista alla scuola pubblica, è indispensabile in primo luogo eliminare le “classi-pollaio”