Il fascismo consumista

Il fascismo consumista, attraverso l’individualismo, è riuscito ad incidere sulle coscienze delle masse meglio del fascismo storico e oggi ne vediamo gli effetti.

Gramsci e la negazione determinata dei diritti umani

La necessità in Gramsci di salvaguardare i diritti umani anche nella loro accezione borghese per il contributo dato allo sviluppo storico della civiltà umana, pur denunciandone, al contempo, i limiti storici

Gramsci e le critiche in senso reazionario e rivoluzionario ai diritti umani

La concezione del “diritto naturale” è mantenuta artatamente viva dall’ideologia dominante nella coscienza delle classi popolari, impedendo a esse di prendere coscienza dei limiti, della transitorietà storica del diritto, delle sovrastrutture e, più in generale, dell’intera struttura di dominio borghese

La rivoluzione passiva e il programma minimo

Attraverso la rivoluzione passiva la borghesia punta a dominare col completo consenso dei dominati. La rivoluzione attiva non può rinunciare a conquistare le casematte borghesi e rompere questo meccanismo

Gramsci, la crisi e le soluzioni bonapartiste

Più il capitalismo entra nella sua epoca di crisi strutturale è più è costretto a non rispettare i diritti umani e naturali che la borghesia aveva elaborato nella sua epoca eroica, quando era ancora una classe rivoluzionaria

Gramsci e il sovversivismo della classe dirigente

Ai crescenti sommovimenti fra i subalterni, la classe dominante si vede costretta, per mantenere i propri sempre più impopolari privilegi, a far valere più i rapporti di forza che la decrescente capacità di egemonia.

Libertà ed eguaglianza in Gramsci

Ogni sommovimento dei dominati ha preso avvio proprio dalla constatazione della scissione fra l’ideale che pone gli uomini come eguali e la differenza reale presente nel mondo storico.