Diritti umani e transizione al socialismo

L’esigenza dello sviluppo di un processo rivoluzionario per rendere effettivi gli astratti diritti umani della tradizione borghese
Il fascismo consumista

Il fascismo consumista, attraverso l’individualismo, è riuscito ad incidere sulle coscienze delle masse meglio del fascismo storico e oggi ne vediamo gli effetti.
La rivoluzione necessaria alla realizzazione dei diritti umani

Per Gramsci i diritti umani sono destinati a rimanere formali all’interno della società borghese. Per concretizzarli vi è bisogno di una profonda trasformazione sociale
Gramsci e la negazione determinata dei diritti umani

La necessità in Gramsci di salvaguardare i diritti umani anche nella loro accezione borghese per il contributo dato allo sviluppo storico della civiltà umana, pur denunciandone, al contempo, i limiti storici
Gramsci e le critiche in senso reazionario e rivoluzionario ai diritti umani

La concezione del “diritto naturale” è mantenuta artatamente viva dall’ideologia dominante nella coscienza delle classi popolari, impedendo a esse di prendere coscienza dei limiti, della transitorietà storica del diritto, delle sovrastrutture e, più in generale, dell’intera struttura di dominio borghese
La rivoluzione passiva e il programma minimo

Attraverso la rivoluzione passiva la borghesia punta a dominare col completo consenso dei dominati. La rivoluzione attiva non può rinunciare a conquistare le casematte borghesi e rompere questo meccanismo
Gramsci, la crisi e le soluzioni bonapartiste

Più il capitalismo entra nella sua epoca di crisi strutturale è più è costretto a non rispettare i diritti umani e naturali che la borghesia aveva elaborato nella sua epoca eroica, quando era ancora una classe rivoluzionaria
Videolezione: il marxismo di A. Gramsci

Settima lezione del corso la filosofia marxista, tenute da Renato Caputo per l’Unigramsci: il marxismo di Gramsci e l’introduzione a Sartre
Gramsci e il sovversivismo della classe dirigente

Ai crescenti sommovimenti fra i subalterni, la classe dominante si vede costretta, per mantenere i propri sempre più impopolari privilegi, a far valere più i rapporti di forza che la decrescente capacità di egemonia.
Libertà ed eguaglianza in Gramsci

Ogni sommovimento dei dominati ha preso avvio proprio dalla constatazione della scissione fra l’ideale che pone gli uomini come eguali e la differenza reale presente nel mondo storico.











