Filosa, Pala e il salario sociale

Videointervista di Carla Filosa che illustra, in onore di Gianfranco Pala, la concezione del salario di Karl Marx, nel modo più sintetico e chiaro possibile, senza mai banalizzare.

Orario, ritmi di lavoro e salario

Perché bisogna battersi per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario piuttosto che per la riduzione delle tasse sul lavoro, il salario minimo, il reddito di cittadinanza e/o di esistenza?

La normalizzazione della precarietà

Quanto più le nuove generazioni incontrano difficoltà nel trovare un reddito per la loro autonomia, tanto più la “famiglia” svolge, per incanto automatizzato dall’abitudine, il suo ruolo di tana-rifugio o ammortizzatore, contribuendo a scongiurare possibili disordini sociali.

Che fare?

Sino a che dominerà il modo di produzione capitalista, tutti i lavoratori salariati saranno sfruttati il più possibile, saranno retribuiti il meno possibile – ossia quanto è necessario alla classe dei proletari per riprodursi come tale –, la sicurezza sui luoghi di lavoro sarà sacrificata alla brama di profitto e la scienza, la tecnica e il general intellect saranno oggettivamente sussunti agli interessi di chi possiede in modo monopolistico i mezzi di produzione e domina come classe lo Stato.

Per il programma minimo

Un programma minimo di classe organico per rilanciare dal basso, dal conflitto capitale-forza lavoro, l’unità dei comunisti.

Dal programma minimo al fronte anticapitalista

A partire dalla definizione del programma minimo di classe, occorre ricostruire un blocco sociale dei subalterni, a cominciare dalla realizzazione di un fronte anticapitalista, in grado di indicare una via d’uscita da sinistra dalla crisi.

Lotta per il salario e la riduzione dell’orario

È indispensabile nel programma minimo di classe legare la lotta per il salario sociale a quella per la riduzione dell’orario di lavoro, a parità di salario e ritmi di sfruttamento della forza lavoro.

Autoconvocati e sindacati

Dinanzi alla crisi strutturale del modo di produzione capitalistico è indispensabile riorganizzare forme di contro potere rilanciando le strutture consiliari a partire dai luoghi di lavoro