Crisi climatica, quel che non ci dicono

La crisi ecologica in atto, tale da mettere in pericolo la vita sul pianeta, non può essere affrontata senza la consapevolezza che il modello di produzione capitalista, egemone nel mondo, ne è strutturalmente la causa. Pertanto solo il superamento di quel modello produttivo basato sulla sfruttamento dell’uomo sulla natura e dell’uomo sull’uomo può prospettare una via d’uscita da questa crisi.

Il dilemma bioetico delle future generazioni

La sostenibilità ambientale è uno dei tanti e spigolosi temi affrontati negli ultimi anni da molti giovani, mobilitati grazie anche all’avvento del movimento “Fridays for future”, portato avanti dall’attivista svedese Greta Thunberg.

L’ecologia risulta essere la nuova frontiera dell’innovazione, anche tecnologica, che però porta al contempo temi di forte valenza etica e sociale.

Gli slogan urlano ad un futuro “rubato” da un mercato che continua sempre di più a produrre con poca consapevolezza di sé, e di un tempo estremamente breve. Infatti, secondo il climate clock, si parla di circa sette anni prima del punto in cui il danno ecologico sarà irrimediabile, e la crescita della temperatura non si limiti a 1,50°C.

Dai risultati di alcuni studi statistici emerge che il 24% dell’emissione di gas a livello è dovuto all’agricoltura, all’allevamento e alla pesca a livello intensivo, che corrispondono a circa il 51% del riscaldamento climatico, e su questo campo vorrei oggi approfondire le mie ricerche.

Corso sul marxismo – VII lezione

Presentiamo qui il resoconto della settima lezione del corso sul marxismo, organizzato dal Gruppo Giovani de “La Città Futura” con la collaborazione di UniGramsci, nella quale si è trattato della crisi climatica.

La crisi del pianeta. Cause e rimedi

Il modello di sviluppo capitalistico è la principale causa dell’emergenza ambientale. Solo con il suo abbandono si può avviare a soluzione tale problema e porre termine alle ingiustizie