La parabola liberticida di Renzi

In una dichiarazione che annuncia una sua iniziativa oscurantista Renzi scopre le carte. Altro che terzo polo, siamo di fronte a un intervento organico alla peggiore destra. Un attacco alla libertà di stampa e di opinione simile a quello praticato da alcuni ministri del governo Meloni.

Uno Stato senza capo né coda

Naturalmente il capo di uno Stato imperialista non può essere di sinistra, d’altra parte la sinistra perde la sua ragione di essere se non è in grado, attraverso il conflitto sociale, di avere peso nello scenario politico.

Lo spettro del governo del capitale finanziario

La crisi di governo aperta da Renzi mira a rappresentare pienamente gli interessi dei poteri forti, in altre parole una dittatura ancora più aperta del grande capitale senza nemmeno quelle misere misure di rivoluzione passiva necessarie al governo Conte per mantenere l’egemonia sulle classi dominate.

I motivi reali della crisi innescata da Renzi

L’avventurismo politico del leader di Italia Viva non si spiega solamente con motivi psicologici, ma con l’interesse a gestire le risorse proveniente dall’Unione Europea e toglierle dalle mani di Conte e del Movimento Cinque Stelle.

La balcanizzazione dell’Italia

Il pensiero unico neoliberista mira a indebolire la sovranità popolare e a tal fine, per dare il colpo definitivo alla Costituzione italiana “troppo democratica”, favorisce la balcanizzazione del paese

Dietro il teatrino dei politicanti

Quali strutture economiche e sociali e quale tipo di rapporti di forza fra blocco sociale dominante e subalterno si celano dietro la riduzione del politico a policante?

Benvenuti nel neocorporativismo 4.0

Confindustria detta la linea che Calenda e Bentivogli (Cisl) traducono in programma politico: un nuovo patto sociale (neocorporativo) per l’industria 4.0. Le formazioni politiche si adeguano, con l’unica, chiara eccezione di Potere al popolo.