Pubblico è meglio? Ma di quale pubblico stiamo parlando?

Per superare la crisi del capitale in epoca pandemica sono stati congelati i parametri di Maastricht (ma non tutti) e si è aperta la discussione sul ruolo dello stato e dei settori pubblici.
Neokeynesismo a stelle e strisce?

Il Piano Biden per la ripresa del capitale Usa e la smemorata vecchia Europa.
I lavoratori e i Draghi

Il discorso di Draghi al Senato tratteggia una politica incentrata sulla grande impresa e che vede assente l’intervento pubblico nell’economia. Questo in ogni campo, a partire dal lavoro, la sanità, il mezzogiorno.
La mosca cocchiera della Bce

Cronaca di una crisi annunciata. I veri motivi della contesa. I soldi in gioco sono tanti e vengono al pettine i nodi delle incertezze del governo Conte in tema di welfare e lavoro.
I motivi reali della crisi innescata da Renzi

L’avventurismo politico del leader di Italia Viva non si spiega solamente con motivi psicologici, ma con l’interesse a gestire le risorse proveniente dall’Unione Europea e toglierle dalle mani di Conte e del Movimento Cinque Stelle.
Un bilancio 2021 di assistenza alle imprese

La legge di bilancio per l’anno corrente ingigantisce, moltiplicando il debito, il ruolo dello Stato erogatore e non attore. L’uscita dall’emergenza economica e sanitaria è delegata al capitale.
L’ultima Metamorfosi di Proteo

I fondi europei per la ripresa post Covid-19 sono destinati quasi esclusivamente a creare un ambiente favorevole all’aumento dei profitti. Ne fanno la spesa i contratti nazionali di lavoro, il lavoro stabile, la legalità e il carattere dell’istruzione pubblica.
Il neo-centrismo populista tra M5S e PD. Svolte politiche in vista?

Lo scenario politico è ancora molto frastagliato, e molto dipenderà dai risultati delle regionali. Occorre domandarsi cosa rappresenta questa svolta, quali conseguenze può portare negli assetti politico-istituzionali, ma soprattutto a quali settori economico-sociali risponde tale operazione politica.
Conte: dal “trionfo” in Europa alla palude?

Il governo Conte ostenta un trionfo per l’accordo sul Recovery Fund, ma rischia di affondare nella palude del Comitato Interministeriale Affari Europei o della Bicamerale con in vista la possibilità di una svolta neocentrista che imbarchi Berlusconi. La sinistra? Non pervenuta.
Recovery Fund: noi non brindiamo

Il compromesso sul Recovery Fund è tutt’altro che una vittoria. Aumenteranno il debito pubblico e la dipendenza del Paese dai poteri europei. Senza una mobilitazione dei lavoratori ci aspetta solo un nuovo massacro sociale.











