Coalizione sociale, strategia cercasi

Non è semplice commentare la due giorni di assemblea per la “Coalizione sociale” lanciata da Landini. A leggere i resoconti, i commenti, le analisi che si fanno intorno a questo soggetto di aggregazione, si può trovare un po’ di tutto. È anche ovvio che sia così, dopo un’assemblea che non ha delineato in maniera netta gli obiettivi della coalizione, né i suoi aspetti organizzativi. Figuriamoci quindi se è possibile rintracciare nella discussione dell’assemblea una vera e propria strategia di azione. 

28 marzo, a Roma la piazza dell’Unions!

Dopo l’apertura del dibattito pubblico sulla “coalizione sociale”, la FIOM fa appello a scendere in piazza sabato 28 marzo a Roma. Una manifestazione che si rivolge a tutti i movimenti e settori in lotta contro le politiche del governo Renzi e della Confindustria, per la tutela dei diritti dei lavoratori salariati e per la loro universalizzazione a tutte le figure lavorative precarie. Riportiamo il lancio della manifestazione da Controlacrisi.

Limiti e prospettive della “Coalizione Sociale”

Landini ha investito la sua Fiom in un progetto politico? Un po’ sì e un po’ no. Un po’ sì, perché la “coalizione sociale” della quale si è fatto promotore si pone come diretta antagonista, non solo sociale ma, appunto, politica, del Partito democratico. E di tutto il Partito democratico, non soltanto della sua leadership attuale.

Landini lancia la coalizione sociale

“È cambiato tutto, siamo alla fine di un’epoca. È venuto il momento di sfidare democraticamente Renzi”. Sono le parole che Maurizio Landini ha pronunciato quando ha rilasciato una recente intervista a Il Fatto Quotidiano.