Antonio Gramsci, un rivoluzionario (parte 2 – “Egemonia” e “intellettuali”: categorie della rivoluzione dei Quaderni del Carcere)

La seconda parte di un contributo finalizzato a difendere il profilo rivoluzionario di Antonio Gramsci. In questa seconda sezione ci occuperemo delle categorie di “egemonia” e “intellettuali”, dimostrando come anche i Quaderni del Carcere si mantengono in una prospettiva leninista di lotta di classe.
Il rapporto fra filosofia e ideologia in Gramsci

Per Gramsci occorre superare la distinzione propria degli intellettuali tradizionali fra filosofia, monopolio di pochi addetti ai lavori, e ideologia quale strumento pratico di governo di masse considerate eternamente fanciulle.
Masse e funzione intellettuale in Gramsci

Le associazioni politiche e sociali costituiscono il principale antidoto ai rischi di derive demagogiche, ponendosi quale indispensabile termine medio fra l’esecutivo e le masse
Intellettuali e masse in Gramsci

Come mostra Gramsci, la filosofia della praxis, cioè il marxismo, ha dato prioritaria rispetto a un nuovo Rinascimento, ovvero alla formazione di una concezione del mondo per i propri intellettuali, a una novella riforma in grado di divenire senso comune in larghi strati delle masse popolari.
Concreti senza perdere l’utopia

Osservazioni per una discussione sul rapporto tra astrattezza e concretezza quale aspetto del problema della ricostruzione di un vasto intellettuale collettivo.
Il concetto di imperialismo in Gramsci

La stessa politica coloniale italiana è sorta come surrogato alla mancanza di coraggio della classe dirigente che, incapace di risolvere la questione meridionale mediante una riforma agraria, prospettava al contadino affamato di terra il miraggio di terre coloniali da sfruttare.
Cosa resta della rivoluzione? Poco o niente

Nella visione di questo film si conferma che la gran parte della sinistra politica è inestricabilmente legata alla sorte delle classi medie, alle loro ansie, alla loro parabola o declino sociale.
Brecht: i lavoratori della testa nella società capitalista

Approfondiamo le interessanti osservazioni di Brecht sulle contraddizioni dei lavoratori della mente all’interno della società capitalista e sul rapporto fra impegno politico e ricerca della felicità
Brecht e i lavoratori della testa

Brecht, polemizzando con gli intellettuali tradizionali e con quelli organici alla classe dominante borghese, insiste nel sottolineare come il mondo del pensiero non possa che essere espressione del mondo storico e sociale
Lenin e il decisivo nesso fra teoria e prassi

Il superamento della società capitalista e la costruzione di una società socialista si lega alla questione della formazione delle avanguardie e, più in generale, degli intellettuali.











