La crescente crisi dei vincitori della guerra fredda

La globalizzazione non ha affatto risolto, ma ha aggravato la questione sociale, con l’aumento della disoccupazione, l’incremento delle aree di povertà non solo nei paesi arretrati, ma anche in quelli maggiormente sviluppati, crescente individualismo e disgregazione sociale, che hanno portato a l’invecchiamento della popolazione, favorendo la diffusione delle droghe e, più in generale, del disagio sociale.

I conflitti post guerra fredda

La fine dell’equilibrio del terrore, che arginava i conflitti armati e impediva aggressioni troppo smaccate di stampo neocoloniale ai paesi del Terzo mondo, ha lasciato campo aperto alle guerre calde contro tutti quei governi e paesi ostili al nuovo ordine mondiale e alle esigenze del modo di produzione capitalistico di realizzare il proprio obiettivo: il mercato mondiale.

Dal Sessantotto alla fine della guerra fredda

La rivolta dei giovani che non si riconoscono più nei valori borghesi dei genitori e si battono per la fine delle discriminazioni socio-economiche, razza e sesso, ispirandosi alla lotta degli oppressi in grado di piegare gli oppressori: la rivoluzione cubana, la guerriglia vietnamita e la rivoluzione culturale cinese.

Coesistenza, decolonizzazione e non allineati

La situazione di costante tensione fra le due superpotenze tiene il mondo con il fiato sospeso per una guerra nucleare. La situazione comincia a distendersi quando Kruscev fa un viaggio negli Stati Uniti e di ritorno a Mosca inneggia all’amicizia sovietico-americana.

Gli anni Cinquanta nei paesi imperialisti

Il grande avanzamento dell’emancipazione del genere umano, che prende slancio dalla storica vittoria dei comunisti sul nazifascismo, è arrestata dalla guerra fredda scatenata dalle potenze imperialiste.