Osservatorio sul mondo che cambia: Italia, Israele e il doppio gioco della guerra

Dal Libano a Gaza, tra missioni ONU sotto attacco e il via libera di Sigonella: l’Italia resta intrappolata nelle ambiguità della guerra.
Cosa abbiamo intenzione di fare, noi?

Meloni, insieme ai leader di altri Paesi europei, ha partorito una lettera in cui si propone la revisione della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali per impedire l’immigrazione illegale. L’orrore, compreso quello della guerra e del genocidio palestinese, va accettato.
Osservatorio che cambia. Palestina e Ucraina

Gazza, l’esercito israeliano esita a occuparla tutta.
Osservatorio sul mondo che cambia: da Gaza all’Ucraina

Videointervista al prof. Orazio di Mauro.
Le responsabilità italiane ed europee nel genocidio in Palestina
Videointervista ad Antonio Mazzeo.
Perché è inefficace in Italia l’opposizione al genocidio? Videointervista a Luca Cangemi

Perché è inefficace in Italia l’opposizione al genocidio? Videointervista a Luca Cangemi
Ultime notizie sul genocidio e l’eroica resistenza palestinese videointervista a Samir Al Qaryouti

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Perché non siamo in grado di contrastare il genocidio?

Cerchiamo di capire insieme perché tutti gli anche ammirevoli sforzi individuali nel nostro sciagurato paese non siano in grado di condizionare in modo significativo il “nostro” governo e Stato che sono, più che complici, fra i mandanti del genocidio
I liberi cittadini al fianco della Palestina assestano un colpo all’indifferenza

Il caldo non ci ferma e anche in pieno agosto continuano in Italia, numerosissime, le mobilitazioni a sostegno del popolo palestinese.
Possiamo fermare il genocidio in Palestina

L’indignazione popolare ha raggiunto i massimi livelli possibili e questo impensierisce ormai le classi dirigenti dei Paesi occidentali, imbarazzati di fronte all’operare apertamente brutale e razzista dell’ “unica democrazia del Medio Oriente”. Occorre denunciare per raggiungere un risultato, anche solo simbolico, per non essere complici del massacro.











