Gramsci, l’eguaglianza formale e reale

Gramsci, pur ponendo in rilievo il portato storico del concetto astratto di eguaglianza fra gli uomini, accentua la differenza fra eguaglianza formale e concreta, mostrando come sia impossibile realizzare quest’ultima senza “spezzare” un sistema fondato sulla separazione fra mezzi di produzione, in mano a una minoranza, e forza-lavoro quale unica proprietà della maggioranza.

Gramsci, la filosofia della prassi e le masse

La determinazione fondamentale del #marxismo, quale filosofia della praxis, consiste, secondo Gramsci, nell’essere una concezione di massa, una cultura di massa che opera unitariamente, cioè che ha norme di condotta non solo universali in idea, ma generalizzate nella realtà sociale.

Le masse nei Quaderni del carcere

Mentre il cattolicesimo mira a preservare un’unità esteriore con le masse, mirando a mantenerle all’interno di una visione folcloristica del mondo, impedendo il sorgere di una visione scientifica, il marxismo, al contrario, intende stabilire un contatto dinamico con esse volto a sollevare continuamente nuovi strati di massa a una vita culturale superiore, con il fine di costruire un blocco intellettuale-morale che renda politicamente possibile un progresso intellettuale di massa.

Controstoria della filosofia in una prospettiva marxista

Le prime visioni del mondo filosofico-scientifiche, quali conflitti per l’egemonia nella lotta di classe sul piano delle sovrastrutture fra i nuovi ceti sociali emergenti e le vecchie classi dominanti che miravano, al contrario, a imporre la conservatrice concezione del mondo mitologico-religiosa.

Gramsci e la filosofia della praxis

La funzione degli intellettuali, la pedagogia e l’elaborazione di una visione del mondo antagonista alla dominante nei Quaderni del carcere di Gramsci

I Quaderni del carcere

Il filo conduttore dei poliedrici scritti del carcere gramsciani è la riflessione autocritica sui motivi del fallimento della Rivoluzione in occidente e le tattiche per rilanciarla nel modo più razionale.