Diritti formali e bisogni reali in Marx

L’identità sancita dai diritti di cittadinanza è formale e deve cedere il passo al suo contenuto materiale, alla differenza di classe che ha inconsapevolmente sussunto dall’esistente. Il cittadino è un’astrazione priva di vita, un’essenza irrelata, autosufficiente, priva di bisogni, assolutamente piena, beata, prodotto della rappresentazione, del gonfiarsi dell’individuo privato della società borghese, in cui la vera cittadinanza è la condizione di straniero.
Marx e la religiosità della società borghese

Marx, a partire dalla Questione ebraica, ritiene che nello Stato politico borghese l’uomo si pone come indipendente dalla religione, dal dualismo fra esistente ed ideale, che però si riproduce nella società civile in cui l’individuo è contrapposto alla sua essenza, alla sua attività vitale come a un estraneo: il capitale, ovvero il lavoro morto che comanda sul lavoro vivo.
Diritti astratti e bisogni concreti in Marx

Ogni misura legislativa volta a porre un limite allo sfruttamento viene contrastata dagli apologeti della società borghese quale violazione del fondamento stesso dei diritti umani: la libertà
Marx e la concezione borghese dei diritti umani

Le astratte libertà giuridiche e politiche borghesi hanno carattere formale e sono strumentalizzate dall’ideologia dominante per occultare le differenze reali, materiali socio-economiche.











