Smart working e falsa coscienza

Il lavoro agile non è un nemico di classe, ma una modalità di lavoro differente da altre come il telelavoro o il lavoro in presenza: breve storia del fenomeno, rischi e benefici per i lavoratori. Va contrastato in generale il processo di cottimizzazione delle retribuzioni.
Vecchi arnesi o nuove fregature?

Partecipiamo al dibattito aperto da Feltri su “Huffingtonpost” in merito al presunto nuovo ordine sociale da costruire le cui basi sono state gettate dai signori Brunetta e Tiraboschi.
Ritorno al cottimo

Nella forma del cottimo, oggi, non rientrano più solo quelle voci della busta-paga commisurate ai pezzi prodotti dal singolo o dal gruppo omogeneo di lavoratori, e neppure solo i premi di produzione. La grande messinscena della cosiddetta partecipazione del salario al profitto o al risultato d’impresa va riguardata con la massima diffidenza, essendo codesta la più insidiosa forma contemporanea di cottimo.
Lo smart working sopravviverà alla pandemia?

Cos’è lo smart working? È una formula organizzativa che i capitalisti utilizzano per accrescere lo sfruttamento dei lavoratori (plusvalore). È la finalizzazione dello smart working allo sfruttamento del lavoro che va combattuta e non la formula dello smart working in quanto tale.
Smart attack ai dipendenti pubblici

Lo smart working sta dilagando nella pubblica amministrazione e molti lavoratori sembrano inconsapevoli del danno che questa nuova tipologia di lavoro potrebbe recargli nel prossimo futuro.
Dadone vuole ampliare la platea del personale in smart working

I prossimi mesi fungeranno da laboratorio per i cambiamenti futuri delle modalità di lavoro. Non si tratta di governare questi processi ma di comprendere le ripercussioni che avranno sullo sfruttamento della forza-lavoro.
Il mito del lavoro agile

Approfittando della pandemia, le nuove forme di lavoro definite agili vengono introdotte sia nel settore pubblico che in quello privato. Cosa succederà?











