Platonismo e artistotelismo rinascimentali

In questo quarto contributo a una controstoria del Rinascimento in un’ottica marxista esploriamo il platonismo e l’aristotelismo rinascimentale, analizzando in particolare le opere di Niccolò Cusano, Marsilio Ficino, Pico della Mirandola e Pietro Pomponazzi.
Le ragioni di una controstoria del Medioevo

Una controstoria della filosofia e della storia resta necessaria per portare avanti la lotta per l’egemonia nella società civile contro la classe dominante. La storia e la filosofia del XIII e XIV secolo ci insegnano che dalla comune rovina delle classi in lotta non deriva necessariamente un regresso della civiltà, ma possa prodursi l’ascesa di una terza classe, sotto diversi aspetti intermedia fra le prime due.
Epicuro

Si tratta di individuare i mali che affliggono l’uomo e di studiare la terapia filosofica per curarli. Dinanzi alla paura degli dèi e dell’aldilà, Epicuro sostiene che gli dèi non si occupano certo dell’uomo. Per quanto concerne la paura della morte, Epicuro la considera stolta, in quanto sino a che noi ci siamo la morte non c’è, quando invece ci sarà noi non ci saremo più.
Perché una controstoria del medioevo?

Nel nostro corso di formazione stiamo affrontando la storia universale e i momenti salienti della storia della filosofia cercando di intenderli, come intellettuale collettivo, nel modo più scientifico e critico possibile, cioè nella prospettiva del marxismo quale materialismo storico e dialettico e filosofia della prassi.
Gli anni Ottanta e Novanta in Italia

Con l’aumento della composizione organica del capitale è aumentata la disoccupazione lasciando spesso come unica alternativa il lavoro nero o l’attività illegale, che hanno rafforzato il controllo sociale e del territorio da parte della malavita organizzata, che ha avuto così modo sia di aumentare la corruzione nel mondo della politica politicante, nella magistratura, nelle forze dell’ordine, sia la capacità di piazzare uomini di fiducia ad alti livelli.
Dal Sessantotto alla fine della guerra fredda

La rivolta dei giovani che non si riconoscono più nei valori borghesi dei genitori e si battono per la fine delle discriminazioni socio-economiche, razza e sesso, ispirandosi alla lotta degli oppressi in grado di piegare gli oppressori: la rivoluzione cubana, la guerriglia vietnamita e la rivoluzione culturale cinese.
Gli anni sessanta in Italia

La Democrazia cristiana si orienta alla formazione di un governo di centro-sinistra per rafforzare le proprie basi di massa con una politica di programmazione economica, sviluppando l’industria pubblica, tenendo i socialisti in una posizione subordinata e, al contempo, isolando i comunisti all’opposizione.
Gli anni Cinquanta nei paesi imperialisti – II e ultima parte

Dopo la grande vittoria delle forze comuniste sul tentativo del nazifascismo di rilanciare razzismo e schiavismo a livello mondiale, negli anni Cinquanta le forze conservatrici tornano al potere nei paesi capitalisti grazie al ricatto del piano Marshall.
Controstoria della filosofia in una prospettiva marxista

Le prime visioni del mondo filosofico-scientifiche, quali conflitti per l’egemonia nella lotta di classe sul piano delle sovrastrutture fra i nuovi ceti sociali emergenti e le vecchie classi dominanti che miravano, al contrario, a imporre la conservatrice concezione del mondo mitologico-religiosa.
La resistibile ascesa al potere del nazionalsocialismo

La resistibile ascesa al potere di Hitler è opera in primo luogo del supporto della classe economicamente dominante nazionale e, in seguito, degli investimenti nella sua politica imperialista da parte del grande capitale finanziario transnazionale











