L’importanza della battaglia referendaria l’8 e il 9 giugno

Una vittoria ai referendum dell’8 e 9 giugno su lavoro e cittadinanza  potrebbe accrescere la fiducia della classe lavoratrice nelle possibilità di cambiamento. Per questo è fondamentale rompere il silenzio mediatico e vincere questa battaglia per invertire i rapporti di forza

Marx, la cittadinanza ideale e lo sfruttamento reale

Ci vogliono secoli perché il “libero” lavoratore si adatti volontariamente, in conseguenza dello sviluppo del modo capitalistico di produzione, cioè sia socialmente costretto a vendere per il prezzo dei suoi mezzi di sussistenza abituali l’intero suo periodo attivo di vita, anzi, la sua capacità stessa di lavoro.

Diritti formali e bisogni reali in Marx

L’identità sancita dai diritti di cittadinanza è formale e deve cedere il passo al suo contenuto materiale, alla differenza di classe che ha inconsapevolmente sussunto dall’esistente. Il cittadino è un’astrazione priva di vita, un’essenza irrelata, autosufficiente, priva di bisogni, assolutamente piena, beata, prodotto della rappresentazione, del gonfiarsi dell’individuo privato della società borghese, in cui la vera cittadinanza è la condizione di straniero.