Autonomia differenziata: depositate le firme per il referendum

Depositate in Cassazione le firme per il referendum abrogativo della legge Calderoli sull’autonomia differenziata, quattro regioni del Nord hanno già attivato la procedura per la devoluzione ad esse di alcune materie, primo passo per attuare la legge che dividerà l’Italia in due.

Autonomia differenziata e lesione del diritto alla salute

L’autonomia differenziata voluta dal Governo provocherà effetti negativi anche sul servizio sanitario pubblico, che rischia di essere smantellato a favore della sanità privata e delle assicurazioni. È necessario allora agire per difendere il diritto universale alla salute e alle cure per tutti.

Ultima chiamata per contrastare la secessione dei ricchi

Con la portavoce nazionale dei Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata ribadiamo la natura profondamente eversiva, classista ed antisociale della secessione dei ricchi, invitando tutti alla prossima decisiva manifestazione che si terrà martedì 18 alle 17,30 a Piazza Santi Apostoli a Roma.

La lotta contro l’autonomia differenziata: madre di tutte le battaglie

L’opposizione al disegno di legge sull’autonomia differenziata va inquadrata in un momento di resistenza popolare che, oltre a difendere un quadro di diritti sociali, mira a riconostruire un tessuto di lotte e rivendicazioni che hanno un significato sociale, nazionale e democratico

Per una analisi marxista dell’autonomia differenziata

In collaborazione con Tracce di classe una intervista all’intellettuale organico marxista Luca Scacchi, dirigente dell’opposizione di sinistra della Cgil, che fa emergere la natura profondamente reazionaria dell’autonomia differenziata, la complicità del centrosinistra e come organizzare in modo efficace l’opposizione a questo iniquo provvedimento.

Perché l’opposizione latita?

Incredibilmente il governo più sfacciatamente reazionario della storia della Repubblica non sta incontrando nessuna significativa resistenza di massa. I ceti sociali subalterni, che in teoria avrebbero dovuto insorgere contro un governo così orientato a destra, appaiono anestetizzati. Neanche le lotte economiche per recuperare il potere d’acquisto dei salari sono in atto. Naturalmente il problema non sono i subalterni, ma i loro intellettuali, i loro dirigenti.