Dove (non) va la nostra industria siderurgica?

Taranto, Piombino, Terni: le nostre acciaierie svendute alle multinazionali sono in abbandono e il governo continua a farsi prendere per i fondelli dai proprietari. La nazionalizzazione è la soluzione. Ma per fare cosa?
Venticinque anni di Ilva. Il prezzo della privatizzazione

Nessun privato sacrificherà il proprio profitto né per la salvaguardia dell’ambiente e della salute, né dell’occupazione. Per farlo è necessario l’intervento dello Stato
ArcelorMittal alza la posta: subito cassa integrazione per 3.500 operai

La multinazionale approfitta dello spegnimento dell’altoforno 2 ordinato dalla magistratura per cominciare la politica dei tagli
Le scuse di ArcelorMittal e le complicità dello Stato

I motivi avanzati per giustificare il recesso appaiono più che pretestuosi e servono a nascondere e giustificare legalmente l’abbandono o il parziale disimpegno, senza pagare pegno.
Ripensare l’Ilva

A far discutere sull’accordo Ilva non è la sacrosanta lotta sindacale per il mantenimento dell’occupazione, ma il continuare a dare ad una multinazionale la possibilità di fare profitti a costo di danni ambientali e sanitari. Occorre nazionalizzazione e controllo popolare.











